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Avvertenze riguardanti le applicazioni
- Non possono essere usati sullo STYROFOAM™ (1) collanti, mastici o pitture a base di solventi.
- STYROFOAM non deve essere esposto per lunghi periodi alla luce del sole, poiché essa provoca l’ingiallimento ed il deterioramento (seppur superficiale e limitato a pochi micron di spessore) della parte esposta. Dovendo incollare lastre STYROFOAM con la superficie degradata, è necessario asportare meccanicamente il sottile strato deteriorato. STYROFOAM con la superficie degradata, è necessario asportare meccanicamente il sottile strato
deteriorato. E' comunque opportuno preservare la superficie delle lastre da agenti esterni e climatici.
- L’intrinseca resistenza al passaggio del vapore d’acqua caratteristica di STYROFOAM consente spesso di evitare la installazione di barriera al vapore. Le lastre devono essere poste in opera con i giunti perfettamente accostati per ottimizzare la resistenza al passaggio del vapore. È comunque sempre necessario effettuare una verifica termoigrometrica prevedendo il comportamento delle strutture nelle diverse condizioni di utilizzo.
- Nelle costruzioni isolate con STYROFOAM e destinate all’immagazzinaggio di prodotti, si consiglia la protezione delle superfici dell’isolamento con una barriera ignifuga. Se la costruzione è destinata, in tutto o in parte, ad uso ufficio, abitazione o laboratorio, tutti i prodotti STYROFOAM a vista devono essere ricoperti con almeno 10 mm di gesso, intonaco o altri materiali equivalenti.
Va tuttavia rilevato che nessun rivestimento protettivo è in grado di impedire in modo assoluto lo sviluppo e la propagazione di incendi.
- Nell’applicazione ‘tetto alla rovescia’ qualora lo strato di finitura non sia ghiaia, ma pavimentazione, questa non dovrebbe mai essere posata a diretto contatto con i prodotti STYROFOAM. Tra la pavimentazione e i pannelli STYROFOAM dovrebbe essere sempre interposto uno strato di diffusione al vapore in pietrischetto di almeno 3 cm di spessore. Tale strato ha la importante funzione di evitare che il film d’acqua che potrebbe formarsi tra il pavimento e i prodotti STYROFOAM possa agire quale “freno vapore” facendo condensare il vapore stesso all’interno dell’isolante. Si sono rilevati infatti casi in cui tale strato non era stato previsto ed i pannelli isolanti, dopo anni di esercizio, presentavano un elevato contenuto d’acqua dovuto non all’assorbimento (che nel polistirene estruso è noto essere nullo per capillarità ed esiguo per immersione), bensì alla condensazione del vapore trattenuta all’interno delle celle dell’isolante.
- Nella applicazione ‘tetto alla rovescia’ non posare mai uno strato impermeabile al passaggio del vapore (ad es. film di polietilene) sui prodotti STYROFOAM per evitare quanto descritto al punto precedente.
- Nella applicazione ‘tetto alla rovescia’ si raccomanda la posa di un tessuto non tessuto, di colore bianco, tra l’isolante STYROFOAM e la zavorra per evitare la formazione di depositi tra i giunti e sopra la membrana. Tale strato ha inoltre la funzione di proteggere le lastre da eventuali danni provocati da raggi UV.
- Si noti che solo in periodi particolari dell’anno, nei mesi da maggio a luglio, quando la radiazione solare è massima e l’umidità relativa esterna molto elevata, si possono manifestare fenomeni di instabilità dei pannelli se vengono posati sullo STYROFOAM strati di separazione di colore diverso dal bianco o film impermeabili al vapore. Gli stessi pannelli rimangono invece stabili se non vengono ricoperti o se lo strato utilizzato è in TNT (non-tessuto) di colore bianco. Il motivo di tale fenomeno è che il forte irraggiamento solare può indurre un’elevata temperatura sotto strati di colore “non bianco” che combinata con la presenza di umidità ed uno stato di maturazione non ancora completato dei pannelli (non prevedibile) può provocare un fenomeno di ‘post-espansione’ con conseguente deformazione dei pannelli stessi. Limitatamente a tali mesi sono da utilizzarsi con molta cautela anche i rotoli in STYROFOAM accoppiati con membrane bituminose.
- Si raccomanda di non superare una temperatura di esercizio massima costante di + 75°C.
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